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Anonimato su Internet: come possono reagire i siti di incontri e comunità?

Su Internet, la questione dell’autenticità non cessa di porsi. Dai siti di incontri alle comunità cooptate, si moltiplicano i nuovi metodi di verifica per sradicare i profili falsi e combattere l’abuso dell’anonimato online. Dai video selfie ai programmi di sponsorizzazione, ci sono molti modi per dimostrare che siete reali.

L’idea di consentire ai social network di chiedere ai propri utenti di fornire una prova di identità è stata sostenuta dal ministro francese per gli Affari digitali, Jean-Noël Barrot. Ciò consentirebbe agli individui di scegliere di comunicare solo con altri utenti certificati, in totale riservatezza.

Negli ultimi anni, molti siti di incontri hanno introdotto volontariamente strumenti di verifica delle foto. Gli utenti possono ora limitare le loro ricerche ai soli profili verificati, incoraggiando l’adozione di questi meccanismi.

Bumble, una delle app di incontri più popolari al mondo, chiede agli utenti di scattarsi un selfie imitando una delle cento pose fornite a caso. Questo selfie viene poi confrontato con le foto pubblicate, per assicurarsi che si tratti della persona giusta nelle foto.

Happn, un’altra app di incontri, è anch’essa nella top ten mondiale e negli ultimi due anni ha sviluppato una certificazione video delle foto del profilo. Quando un utente pubblica una foto, ha anche la possibilità di realizzare un video. Un sistema convalidato dalla Commission Nationale de l’Informatique et des Libertés (CNIL) utilizza la biometria per verificare che la persona sia reale.

Anche Tinder, uno dei marchi del gigante globale Match Group, dispone di un sistema simile da aprile. Gli utenti possono scegliere di vedere solo i profili certificati e persino chiedere al corrispondente di controllare il proprio profilo prima di chattare.

Il Gruppo Match sta anche valutando la possibilità di verificare l’identità degli utenti sulla base di documenti ufficiali (carta d’identità, ad esempio), anche se la data di attuazione di questa opzione non è ancora stata annunciata.

L’intelligenza artificiale ha anche un ruolo da svolgere nel rilevare comportamenti inappropriati e spam automatizzato. Come Happn, che sta sviluppando uno strumento per identificare gli individui che reagiscono in modo eccessivo a un profilo, segno di un comportamento non umano.

Alcuni siti adottano approcci più tradizionali per combattere i profili falsi. Ad esempio, Gens de Confiance, una piattaforma di referral nel settore del noleggio, si basa sul principio della cooptazione. Gli utenti devono ottenere diverse segnalazioni da parte dei membri per essere accettati nella comunità, con l’idea che queste persone si conoscano nella vita reale, il che è la migliore garanzia di fiducia. Gli sponsor sono responsabili di qualsiasi comportamento scorretto dei loro figliocci.

Allo stesso modo, i siti in cui gli utenti si valutano a vicenda, come BlaBlaCar o Airbnb, creano una reputazione basata sulla cooptazione, anche se questo non certifica che i profili siano autentici. Questa reputazione è pensata per eliminare gli usurpatori.

Sembra quindi che si vada verso un sistema in cui coesisteranno profili certificati e non certificati, un concetto simile a quello che avviene nei social network. Questo sviluppo riflette la crescente importanza di garantire l’autenticità degli utenti e di ripristinare la fiducia in Internet, una sfida che continua a crescere.

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Adrien

Digital marketing manager | Facendo parte del team Marketing di Netheos, utilizzo questo blog per condividere con voi tutte le ultime novità dell'azienda.
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Pierre Pontier Direttore generale di Namirial Francia

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